12/04/2017  In Africa ogni cosa è una conquista

 

La macinatura è una pratica quotidiana esclusa dalla nostra cucina ma non da quella africana. È un’operazione che richiede ore e ore di lavoro, è svolta dalle donne, protagoniste da sempre del lavoro di cucina, e tramandata semplicemente attraverso la pratica e l’imitazione. È un lavoro faticoso che sottrae loro tempo ed energie per tutte le altre attività sociali ed economiche, comprese ovviamente quelle riguardanti la cura dei figli.

 

Per andare a macinare i cereali e raggiungere il mulino più vicino, le donne e le ragazze più giovani percorrono chilometri e chilometri di strade di terra battuta e polvere rossa che, durante il periodo delle piogge, diventano impercorribili a causa degli allagamenti e delle buche, saltando spesso la scuola. L’alternativa, ancora più faticosa e lunga, è la pestatura tradizionale con le pietre o il mortaio. È in questo contesto che abbiamo costruito due mulini, il primo nel villaggio di Rim e il secondo, grazie al supporto dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese, nel piccolo villaggio di Kario in Burkina Faso. Costruire il mulino, però, non basta. Ci siamo resi conto che non è sufficiente costruire una struttura affinché sia usata, per questo le abbiamo informate, formate ed assistite mostrando loro i risultati: questa è la chiave per ottenere la fiducia.

 

 

"Prima che il mulino fosse costruito nel nostro villaggio, macinavo manualmente i cereali”, dice Halilou. “Ci impiegavo circa 3 ore ogni giorno. Grazie al mulino risparmio molto tempo. Questo ha fatto una grande differenza. Ora posso dedicare più tempo ai miei figli e ho appena iniziato un allevamento di polli e... le mani non mi fanno più male“, spiega. In Africa le cose essenziali e pratiche non sono scontate, sono una conquista.

 

 

 

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